La preda
Stefano Ferrari
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Quell'uomo, braccato,
come la volpe inglese,
china la testa al pur lieve stormir di fronde,
fugge saltando di buca in frasca al crepitar di segugi e trombe.
Corre, radente,
tra l'erba alta,
le orecchie ritte, l'occhio acuto,
annusa il pericolo con fiuto attento ma non s'aliena da quel tormento.
Ardua la vita del fuggitivo,
sempre di corsa, senza respiro;
non più gli basta l'abilità e la sorprendente rapidità per scivolar via,
lesto,
da quella scomoda verità...:
è nato preda e vi morirà.
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Stefano Ferrari
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