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Fantasia 8 dicembre 2010 · lettura 1 min · 4644 letture

Una Condanna

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Le parole sono stanche e fiacco è il passo ho abbandonato tra i sassi uno zaino colmo di speranze Sono pur tornato per riprenderlo, ma su di esso due biscie si son sistemate e, arrotolate, crogiolano al sole Ed ho ripreso il mio cammino, più leggero, ma stanco sempre e lento, stillante sudore, imprecando e borbottando come vecchia locomotiva malandata Si stà il vento e lontano è il mare, ma ora è sabbia sotto i miei piedi e del corpo il peso, a tratti, piega le ginocchia Crudele sete mi morde la gola, come bestia rabbiosa E' una marcia inarrestabile senza fine maledizione condanna senza meta senza destinazione definitiva! Riarso nel viso piagato dal sole, neppur le mie lacrime bevo, mentre gonfi si chiudono gli occhi, e incespico zoppico arranco cado, e un baratro, improvviso, m'attira e risucchia . E grido finalmente, e ansimo, e l'urlo mio stesso mi libera mi sveglia sudato assetato stordito, fuori dall'incubo. Rassicurato.
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L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (21)

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Raggioluminoso8 dicembre 2010

Versi incalzanti e in un crescendo incredibile di immagini, fino ad arrivare alla chiusa finale che rassicura per essere fuori dall'incubo - vero nightmare!

Andrea D’Alfonso8 dicembre 2010

Da leggere tutta d'un fiato lasciandosi trasportare dalla musicalità e dal pregiato verseggiare che sa regalarci sempre e il suo gioco poetico è un bel vedere e un leggere che rinfranca il cuore sapendo di trovarsi alla presenza di un artista della parola che si fa poesia in ogni sua espressione. Grande, grazie d'esserci Poeta!

alessio carlini8 dicembre 2010

il crescendo dei versi è coinvolgentissimo... si spalancano gli occhi nel leggerla stupenda

Aldo Bilato8 dicembre 2010

altro che assicurato!... mi sento coinvolto e molto sudato... versi che non consentono di tirare il fiato... in apnea ti dico... affascinato!...cià*

Anna Maria Obadon8 dicembre 2010

I sogni, a volte gli incubi, sono la proiezione dei nostri problemi personali che di giorno riusciamo a tenere a bada ma la notte, quando le difese si abbassano e il sonno prende il sopravvento, emergono le nostre ansie e l'inevitabile fatica di vivere. Bella.

Silvia De Angelis8 dicembre 2010

A volte i sogni, nei loro particolri scenari, ci immergono in una cruda realtà che ci crea un particolre stato d'ansia... che al risveglio perde d'intenso facendoci tirare un respiro di sollievo... Lirica paiciutissima

Annamaria Barone8 dicembre 2010

Incalzante incedere di una lirica che avvince. Sentito il peso, la fatica, la sete e quell'arrancare sulla sabbia con gli occhi riarsi e le gambe molli... un incubo, solo un terribile incubo che lentamente, all'arrivo della luce e della coscienza di stempererà, lasciando però quel lieve malessere che sempre ci accompagna: cosa cercava di trasmetterci il nostro subconscio?

Eirene8 dicembre 2010

coinvolgente e terrificante al tempo stesso ne condivido la sensazione di impotenza e di libertà nell'accorgersi che è una realtà che appartiene al subconscio... molto piaciuta

Enio Orsuni8 dicembre 2010

sembra derivi da un ricordo ancestrale insito nel dna di quando si viveva sugli alberi con la paura di cadere ed essere mangiati dalle fiere un sogno ricorrente in tutti noi magistralmente descritto dal nostro bravo autore molto apprezzata.

Salvatore Ferranti8 dicembre 2010

una poesia molto bella ed apprezzata anche dal punto di vista stilistico.

alessandro mazzeo8 dicembre 2010

Poesia lisergica molto interessante... un viaggio nel paese delle meraviglie in versione horror... mi è piaciuta molto!

Lidia Filippi8 dicembre 2010

Bella nel suo genere! Fluisce incalzando e ad ogni verso proponendo immagini cupe rendendo il lettore molto partecipe. E' un incubo: la descrizione della paura, della rabbia, del coraggio di ripartire comunque sia, della disperazione, della rassegnazione... Ma per fortuna è solo un sogno che tuttavia proietta immagini e emozioni presenti in ciascuno di noi.

Vilma8 dicembre 2010

Poesia che trasporta, parola dopo parola, coinvolgente e bella

Daniela Pacelli8 dicembre 2010

Incalzanti questi versi anche dal punto di vista musicale, molto rock, è un crescendo che trasforma un sogno da fiaba in incubo. Le parole sono stanche mentre il passo è fiacco. Molto coinvolgente, stilisticamente perfetta! Complimneti Mario!

Danielinagranata8 dicembre 2010

Un viaggio fantasioso che verso dopo verso coinvolge piaciuta e apprezzata

Lucia Volpi8 dicembre 2010

Questo è uno dei pochi casi che la sveglia ci fa star bene... bella stesura, poesia molto piaciuta.

Carmine Ianniello8 dicembre 2010

Mario Calzolaro: leggerti è una condanna piacevole. .

Triste8 dicembre 2010

Intensa, efficace descrizione di un incubo e della"gioia" del risveglio. Anche queste esperienze fanno apprezzare meglio la vita. Bel ritmo.

Nemesis Marina Perozzi8 dicembre 2010

Il sogno sfugge sempre al controllo della ragione, è una porta socchiusa che mette direttamente in comunicazione le zone più profonde della nostra anima con il nostro corpo. A volte ci mandano segnali di pericolo, che non sempre riusciamo ad interpretare e allora... svegliarci rassicurati ci permette di chiedere alla ragione di verificare che non ci siano sabbie mobili pressi del nostro sentiero...

c
cristina biga9 dicembre 2010

E' sempre più difficile trovare parole per commentare quest'autore che con ogni sua lascia senza fiato... in questi versi si vive la condanna si vive la situazione, perché belli perché intensi, intriganti proprio come lo sono i nostri sogni che alla fine hanno sempre nascosto un motivo per cui li facciamo... un applauso grande al poeta...

M
Moreno Tonioni12 dicembre 2010

Calzolaro è fra i miei preferiti. Che dire di questo prolifico attento autore se non che lo tsunami d'emozioni che esterna nasce forse dall'urlo silente di un'anima forte e orgogliosa che sopravvive alla martoriata carne. Di Mario ho letto decine di testi, e nel mio curiosare fra le sue parole ho avuto in più occasioni il piacere di imbattermi in qualche rara e preziosa perla. L'enturage di questo autore è di per se vastissimo, la mia è una piccola goccia nel mare che lo avvolge. Una goccia di dolce e amara condivisione di un forte sentire che rifiuta l'oblio della solitudine. Questo mese sono uno dei commentatori del sito, non potevo esimermi dall'omaggiare questo già nominato autore che più volte ha saputo emozionarmi.