Invidia (Il mio peccato capitale)

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,
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Questa poe mi rammenta un aforisma che accompagna i miei scritti dal lontano 1980. "ll bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé." Annamaria in questa sua poe disegna una gradinata che porta il lettore alla chiusa rivelatrice "invidio il poeta che semina di bellezza il mondo". La Barone ha certo scritto questa lirica fronte a uno specchio invidiandone l'immagine riflessa. In questo mese ho il privilegio di essere commentatore del sito. Per questo cerco di variare in autori e argomenti evitando persone già trattate generosamente da altri o mie ripetizioni. Qui l'eccezione è lecita, la Barone grazie al suo scrivere a colori si conferma poeta meritevole di plauso
un invidia dolce delicata lontana dal vizio capitale solitamente conosciuto... versi suggestivi ad illuminare questa bella lirica...
Ed al poeta questa autrice non ha proprio nulla da invidiare. Veri bellissimi, scorrevoli che sono in grado di donare un grande incanto. Molto piaciuta!
un'invidia così è tremendamente delicata, nasce da un cuore che non sa peccare ma solo amare e deisderare. Invidiare le cose più dolci e armoniose che la vita ci offre non è invidia, ma crescita, riflessione e ardore! Bellissima poe, meritevole e sentita!
...ecco una Poetessa che, quanto a poesia, non ha proprio nulla da invidiare a nessuno. Lo dimostra con questa poesia: completa, efficace, dolce, fluida, scorrevole, suggestiva, eccellente!
ci sono nella vita due verità contraddittorie, una è che la vita reale fa impallidire ogni forma d'arte, laltra è che ogni persona vorrebbe sperimentare ogni cosa, ma poiché ciò è impossibile la vita va vissuta in modo soggettivo così negandola il poeta può viverla nella sua totale sostanza. Penso siano due verità irriducibili una dall'altra. e quindi ecco che può nascere una poesia fantastica come questa.
Si sofferma l'autrice su immensi valori di vita che arricchiscono il suo ego, donando oltretutto particolari sensazioni di crescita ad un'anima già di per sè ricca... Lirica pregiata e musicale
Tutti siamo in una certa misura suscettibili circa la nostra identità personale e il nostro valore e cerchiamo di vivere in modo da sentirci bene con noi stessi. Il nostro orgoglio viene aumentato dall'approvazione e ferito dalla disapprovazione e vogliamo trovare una ragione precisa per tutto, e sarò invidioso di coloro che appaiono soddisfatti o che hanno quelle risorse che secondo me potrebbero compensare le mie mancanze. L'invidia presa come base dell'atteggiamento giudicante, verso se stessi e verso gli altri per sentire le proprie carenze e invidiare quel bisogno di amore e libertà di volo che altri posseggono, un peccato capitale a cui dovremmo tendere per appropriarci di quei sorrisi, di quella leggerezza, di quella semplicità...
Vorremmo essere perfettibili, cogliendo il meglio di ciò che la natura ci offre e dell'umanità i segni di un agire incontaminato... Ma gli sguardi dei bambini... ahimé... non sono più così sereni e fiduciosi... Stanno imparando anche loro quell'allegria forzata che contraddistingue noi adulti e non hanno più certezze, né sogni da coltivare...
L'invidia non è peccato ma vizio e non si va all'inferno per questo. Condivido la tua per le cose che hai scritto in versi molto belli e densi di significato. Complimenti







