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Sociale 10 dicembre 2010 · lettura 2 min · 2375 letture

Ricostruzione

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Voglio che i miei occhi restino chiusi stasera . Astrarmi vorrei, rifiutare le ovvietà del quotidiano. Riparare in una baia protetta dell'Anima Fuggire dai competitivi schemi dell'oggi Evadere dall'assedio cementizio della metropoli disumana onnivora crudelmente fagocitante stressante! Ci opprime l'ingratitudine dei giorni, e noi, noi non ce ne avvediamo Siam pronti alla corsa, e ci mangia la vita, la corsa, frenetica, ci divora l'anima e il cuore la speranza e la fiducia nel congiunto e nel vicino. Abbiamo inoculato nei nostri figli il culto del "Grande Fratello" la fede nel "Gratta e vinci" e ci stupisce vederli abulici indifferenti egoisti sfiduciati battuti come logori tappeti i nostri figli . Certo vorrei tener serrati gli occhi astrarmi rifiutare fuggire riparare Vorrei evadere dunque evadere evadere da cosa? Comodo chiudere gli occhi, fuggire dinanzi alle responsabilità proprie! No, bisogna ch'io scacci le tenebre dell'anima mia le ombre del mio pensiero la stasi della coscienza proprio per quei figli inquinati e violentati nella crescita dello Spirito. Per loro per la resurrezione loro e per la catarsi nostra Alba dovrà essere sempre per noi senza sosta senza riposo. Perché sia espiazione e ricostruzione.
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L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (18)

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Raggioluminoso10 dicembre 2010

Mi trovo d'accordo con questi versi e ...: "voglio evadere dalle miserie umane e dalla mia stessa vita ..." Molto ci sarebbe da dire in riferimento alla tematica trattata e la chiusa è molto significativa. Ma se non si incomincia subito quella "ricostruzione" sarà sempre più difficile ricomporre i veri valori che dovrebbero "governare" la società. Molto apprezzata!

alessandro mazzeo10 dicembre 2010

Molto significativa questa tua... quante volte capita che la stanchezza della corsa ci porti a voler lasciar perdere tutto, disgustati da ciò che ci circonda, costruirci un habitat (scusa l'autocitazione) dove niente può far male... ma è solo un attimo... we are born to run, come cantava il Boss

C

profonda poesia è un'amara riflessione di un padre che ha abituato i figli ad uno stile di vita borghese, i miei figli che ho cresciuto da sola, rimasti con me affrancati da un padre padrone violento sia con me che con loro, hanno conosciuto ben presto la realtà della vita, hanno conosciuto tante rinunce causa il mio lavoro precario durato diversi anni, ma ciò li ha stimolati, pur andando a scuola, si sono trovati dei lavoretti da fare, il grande si paga gli studi universitari da solo, non guardano il grande fratello, ma si rammaricano costatando che codesto governo toglie ai giovani la speranza. bellissima poesia

Anna Maria Obadon10 dicembre 2010

Abitualmente mi sottopongono a continue prove di esame per scoprire dove ho potuto sbagliare e dove sto sbagliando, poi guardando tanti ragazzi impegnati nel sociale, onesti e lavoratori mi rendo conto che anche la società di oggi ha, come tutte le medaglie, una duplice faccia. Forse non è tutto sbagliato.

S
Silvia Cingolani10 dicembre 2010

Sono d'accordo! Bisogna alzare la testa, non fuggire davanti alla miseria della nostra società, perché ogn uno di noi è chiamato a fare del suo meglio, ascoltando senza menzogne la voce del cuore, che ci dice sempre ciò che è bene, l'importante è saperlo ascoltare... bellissima poesia, letta tutta d'un fiato. Complimenti davvero,

Enio Orsuni10 dicembre 2010

versi struggenti in questa di Mario che inizialmente rispecchia un desiderio comune a tutti noi di fuggire una realtà compromissoria nella quale ci troviamo immersi per finire in chiusa con la volontà di reagire a questa società bacata. coinvolgente e ben elaborata una poe che lascia il segno...

Splendido Leotta Michele10 dicembre 2010

un emblema straordinario dei sentimenti cui cuore e mente batte con struggente e meraviglioso epitaffio finale... congratulazione splendido poeta... sei speciale... abbraccio... poesia fantastica

Salvatore Ferranti10 dicembre 2010

un caleidoscopio di sentimenti che prendono corpo in questi versi che sono più d'uno spunto di riflessione sulla cosietà...sono arte e delizia per il lettore.

Mario Bugli10 dicembre 2010

Come non condividere questa poesia..."la corsa frenetica ci divora l'anima" è forse la sintesi del pensiero espresso, ma anche "ci opprime l'ingratitudine dei giorni, e noi, noi non ce ne avvediamo"...tutti i versi sono pieni di consapevolezza del degrado sociale e spirituale, e nella chiusa più della speranza, la forte volontà affinché sia sempre l'alba per noi... bellissima!

Kiaraluna10 dicembre 2010

M'insegni che basta non arrendersi, basta la volontà e anche l'umiltà di espiare per poter ricostruire, imperfetti e fragili come siamo basta un po' d vento a spazzzarci via, eppure ci accaniamo gli uni contro gli altri invece di coalizzarci, e ci chiudiamo a riccio invece di aprirci, e rifiutiamo una carezza per paura di uno schiaffo. Grazie, è davvero bella.

Carmine Ianniello10 dicembre 2010

Ohhh... Finalmente posso farti una critica. E' troppo lunga... Pienamente d'accordo con quanto Tu hai scritto, apprezzatissima.

Franca Donà astrofelia10 dicembre 2010

fuggire, evadere da cosa? da un mondo dove ci propinano schemi di vita tipo copioni, tutto è fasullo e facile altrimenti non ci si prova nemmeno... credo che chiudere gli occhi non risolva nulla. molto profonda la tua riflessione, anche amara .

Non si può che essere d'accordo con l'autore, per questi versi che rispecchiano il disagio dei nostri tempi in una società sempre più materialista ed egoista.

Berta Biagini10 dicembre 2010

Un turbine questi versi che lasciano senza fiato – pienamente d'accordo con l'autore – anche se devo dire, non tutti per fortuna si cibano di quanto viene segnalato nella poesia – speriamo soltanto che il tempo riesca a cambiare abitudini che portano soltanto alla distruzione. Sentitissima.

Silvia De Angelis10 dicembre 2010

In tempi in cui il consumismo e l'essere effimeri sembrano prendere il sopravvento su molte persone, si cerca di tornare indietro, cercando di ricostruire seriamente sani valori educativi... Lirica musicale condivisa nel suo comunicare

Rita Stanzione10 dicembre 2010

"ci mangia la vita"...è questa vita strana che costruiamo con tanti assurdi giocattoli. Apprezzatissima e condivisa. Scritta in stile che non può non colpire. Complimenti.

Andrea D’Alfonso10 dicembre 2010

Che dire...è strabiliante tutto ciò che poeticamente affermi con il tuo solito stile incofondibile, unico. E' così ricca di insegnamento sociale, paterno, amorevole propensione al donare e al costruire tutto ciò che si è perso nel nostro contemporaneo incedere, chiusi nelle nostre vuote e affollate città di niente, ma sopratutto nella perdita di valori, che si ripercuote in ogni ambito sociale e individuale. Sembra come che l'uomo non sia più tale, ma sempre più un automa impazzito che non riconosce nenache se stesso. La conservo con il cuore, come se fosse l'insegnamento di un padre che supera le barriere del tempo ed io mi sento un po' tuo figlio, figlio delle tue splendide poesie...

c
cristina biga12 dicembre 2010

significato forte ed intenso in questa poesia molto molto bella, dapprima il desiderio di fuggire la realtà, nascondersi alle responsabilità, alla sofferenza insomma un po' rinunciare ad affrontare la vita... ma ripensando il poeta mete in risalto che non ci si deve arrendere, ci sarà sempre un'altra alba, dobbiamo farlo per noi per i nostri figli... condivisa bravo bravo bravo a questo autore che ogni sua opera è una lancia che trafigge benevolmente il cuore...