Prima che torni il sole

Luci in lontananza
Si respira
La violenza della notte
Su uno sfondo scuro
Riccioli di penombra
Gridano il contrasto sui sogni
Fischia nel vento
la paura e i lamenti dei perduti
Odo solamente flebili sottofondi
a scalfire il baccano del silenzio
Le mie dita, Incuranti
lambiscono malinconici tramonti
morire e frammentarsi
in miriadi di sguardi
Riflessi sui superstiti
L'arte dei tramonti
si prostra alla sera
mentre un sanguigno mosaico
ravviva la debole distanza dagli astri
di coloro i quali
li osservano partire
E navigano tra la vita e la morte
due deboli stelle
nel gelato firmamento dello Zefiro
Prima di fermarsi ad osservar la Terra
come sommessi incanti di leggerezza
S'acquieta l'assassinio
di repentine fuggenti ombre
dileguandosi nelle ferite della notte
Plana dolcemente
il vento
termina il paradiso
sulle mie mani
Luci in lontananza
Si respira
Il calore del mattino
©
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L'autore
Garrius
Chi sono io? Solo il frutto del mio ieri ed il residuo del mio domani. Per passione o per completezza mi diverto a comporre pensieri. Scelgo di non lasciare un autocommento poichè domani potrei improvvisamente sentirmi diverso, ragiono cosi, più o meno come vanno le cose nella mia testa. Apprezzo i commenti altrui,
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