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Riflessioni 12 dicembre 2010 · lettura 2 min · 992 letture

Dei tremori altrui

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ilaria b 10 poesie pubblicate
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Nella notte penosa mi è vibrato uno spasmo, un alito inconsueto vertigine interiore: Era, altrove, la città disperata, implosa nelle assenze dei passanti, nella vaghezza più spinta, macchiata d'incostante apatia. Mi è evaporata addosso una immensa colpa: sola come mai mi sono voluta; ho pianto i treni e le stazioni e le voci della gente, e posti dove mi trascinava un indecifrabile silenzio interiore. con una specie di montagna in petto mi accerchiava il delirio dell'impotenza: mai più tornata in luoghi feriti da istinti infantili. Ho sgretolato il passato, con i ricordi e gli errori. Un male denso di giustizia. Inevitabile. E macchia d'incostante apatia io sola, incapace di amare la terra. Come macchia cosi mi sciolgo in quello che resta di un luogo che ho plagiato; e tra strade spezzate e rovine di intimità sento una nuova energia, cosi piena di significato che mi muore addosso, ogni dolore terreno, la sentono tutti. La sentono tutti, sento un eco di sacro e potente nei luoghi sospirati nella gente che soffre. Non ho paura di morire: mi corre dentro un impasto di vita, dolore e devasto, talmente vero che mi sembra di essere infinita.
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6 aprile 2009, L'Aquila

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ilaria b
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