Morirò
Giuseppe Boccanfuso
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Lo so che la vita è un gioco dal quale non si esce vivi
ma io ti amavo e tu non capivi
ed allora? lo so che morirò non so ne quando ne come
non ho il potere di trasformare un good by in un welcome
ed allora eccomi a cercare di vivere fino in fondo
tutta la mia conoscenza finisce nella teoria di un mondo tondo
fuori dalla tecnologia e fuori dall'amore
dentro la mia stessa illusione, il mio cuore
Morirò e forse sarò pianto, oppure sarò solo una bara
e vivrò solo dentro il ricordo di una notte amara
io amo, ma oramai sono dentro la mia stessa illusione
ed il sorriso non mi verrà restituito da nessuna canzone
sono e resto un cuore solitario, mai capito
ciò che per me è logico, a te ha stupito
Morirò forse anche domani, e solo i miei figli piangeranno
poi pian piano sarò dimenticato come il nuovo anno
amo senza nessuna ricompensa per il mio amore
fuggo lontano dai pianti del mio cuore
credo in quello che non arriverà mai, credo in me
e sono spade infuocate tutti i miei perchè
sono triste e non mi manca nulla, apparentemente
ma nella realtà mi sento confuso fra la gente
non ho amore e ne mi sento amato
ed i miei figli questo stato non lo hanno cambiato
distanti dentro la loro indifferenza, troppo giovani per capire
anche se ora stessi sul punto di morire
io sono vivo e resisto, e voglio capire
dove finisce il mio amore e dove inzia il mio sentirmi ostile
Morirò, come tutti del resto, ma non vogio morire insoddisfatto
amare vuol dire anche aver del tatto
capire ogni attimo del proprio amato
non abbandonarlo e riprenderlo quando è passato
non so se il mio cuore è davvero un cuore senza speranza
ma di amare io non ne avrò mai abbastanza
io vivo e cerco di vivere, ma fate che io viva per davvero
ieri sono stato, oggi sono e domani sarò, ma sarà vero?
Ultima visione del poeta dell'amore, che vuole solo amore
che soffre perché non è capito il suo cuore
io poeta maledetto e senza nessuna speranza di vita
farò della mia esistenza un'inutile e faticosa salita
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L'autore
Giuseppe Boccanfuso
Mi chiamo Giuseppe e sono nato a Napoli in un caldo mattino del 24 agosto 1962.......scrivo per diletto da quando avevo 13 anni........ed ora sono un tutt'uno con la poesia e le sue emozioni, il resto?????.........è la vita che scorre piano con le sue gioie ed i suoi dolori.
Commenti (1)
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s
senzamaninbicicletta12 dicembre 2010
l'amore è una battaglia persa, è come dare capocciate contro una tavola di sporgenti chiodi arrugginiti. Un duello all'ultimo sangue, senza nessuna regola. Io personalmente credo che se lo conosci lo eviti. Bella poesia che ho creduto troopo lunga ma che nei fatti penso non si possa riassumere diversamente.
