Vernice sul pendolo
Sfugge spesso dalle mani
quel senso delle cose,
la tenda un po' scostata
dai misteri del mio torpore.
Come rovine io vedo
le parole senza forma,
ancora stretto il nastro
a pergamene di confessioni.
Un'altra luce avrei intravisto
se fatale pioggia estiva
non avesse impresso i denti
al collo della mia speranza.
Attorno a te che i flutti immani
creano amare mareggiate,
tento esanime di pensarti
in sguardi armonici col tempo.
Scende polvere sui tuoi anni,
sul pendolo a ritmo grigio
ancora tende il suo colore
di vernice che tu ignori.
Il bene sussurra a tutti,
a te parlò di nuovi giorni.
Lascia che l'addio sia mio...
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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alessio carlini13 dicembre 2010
l'impressione è di una macchi che non va via... un'impronta quasi una estensione della propria personalità... e allo stesso tempo una metamorfosi da li in poi... e quella vernice sul pendolo?... come sempre mi ritrovo sempre sospeso piacevolmente nelle poesie di questo caro autore... piaciutissima
C
Catello Apuzzo14 dicembre 2010
Sarai colpito da nuova luce e le parole assumeranno il giusto significato Ora spolvera quel pendolo e scopri il colore, il ritmo del battito riprenderà vigoroso e ritornerai padrone del tuo tempo Sei sempre più bravo!

