Anima
Antonio D’Auria
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Figlia mia,
che il caso,
nemico dell'uomo ma suo fedele compagno,
ti ha voluto per me.
Figlia mia,
che l'amore non a caso,
ha voluto per me.
Figlia mia,
che oggi guardi il mondo,
e lo scopri,
sì lui, a volte nemico.
Quel fato domestico,
che nelle notti tranquille
del tuo respiro di bimba,
mai ti avrebbe delusa
e sempre assecondata,
ora ti attanaglia.
Hai il dovere di non essere felice?
Schiavi dei silenzi,
i tuoi pensieri si rigano di fredda pioggia,
anche quando quieto è l'orizzonte dietro i vetri.
Ma ancora,
figlia mia,
diletta fra le mie amate figlie,
sii sicura che veglierò
per te,
che cerchi l'anima.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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Raggioluminoso14 dicembre 2010
Un canto che si può elevare solo dall'amore di un padre che veglia in silenziosa comprensione il cammino di una figlia. Un comprendere le difficoltà in modo discreto e sempre pronto ed attento a porgere aiuto. Molto apprezzata!

