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Introspezione 14 dicembre 2010 · lettura 1 min · 3822 letture

In fondo

Amara 796 poesie pubblicate
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rimane poi in fondo allo scavo accurato solo un po' di nausea nelle unghie un ritorno impellente al silenzio si fa chiaro il sapore della rivelazione - filo amaro a sigillare l'inutilità- e se mai le dita tremassero di bisogno saranno bave che terrò agli angoli della bocca senza pretendere segni a lucidare tracce...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (6)

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M
Mau035814 dicembre 2010

Triste, forse disperante, quasi rassegnata, ma... sono certo che ci sarà un ma. Molto intensa e significativa, molto piaciuta.

Clara Gismondi14 dicembre 2010

Secondo la prospettiva a cui ci rivolgiamo vediamo cose diverse. Nello scavare c'è il senso di inutilità se si tenta una soluzione verso una direzione. Forse bisogna abbandonare l'intenzione. Senza voler trovare ci si libera da qualcosa. Ma questa è una storia che riguarda più me... Queste sono le sensazioni che mi hanno dato le tue parole... Ognuno ha un proprio vissuto che si avvicina solo in parte a quello di chiunque altro e non so cosa sia giusto esprimere nel commento. Per me la poesia è anche questo: lo scavare in se stessi... Il silenzio è parola giunta a un limite ma anche poesia. Non te ne libererai facilmente se è così. Enigma.

Aldo Bilato14 dicembre 2010

ognuno fa tesoro del proprio vissuto e si confonde in esso... ad un certo punto dell'esistenza s'è obbligati a tirar le reti a riva... copioso o misero che sia il pescato... sempre del nostro avremo ricevuto... e non si può pretendere di più...

F
Ferdinando Giordano14 dicembre 2010

Uhm! Hai un nick che non è il programma dei contenuti e benché ti si possa immaginare tale, la mia impressione - anche qui - è che ci sia un leggero degrado nella rabbia: da scavo o da ricolmo. Ma sei brava e digiti parole che tengono il verso smerigliato e puro: così come lo vivi lo disegni. E quei puntini.

Luciano Tarabella14 dicembre 2010

Guardarsi dentro e cominciare a capire, con sorprendente chiarezza e altrettanto stupore, chi sei stato e come sei; operazione quasi sempre disgiunta dalla soddisfazione anche se il tempo offre a molti questa prerogativa non è detto che tutti sappiano coglierla, anzi; forse è qui che ci si dichiara poeti . Ancora un po' e subentrerà rassegnata disperazione all'ostinata ricerca di cosa si vuole. Qui giunti magari getteremo la penna e ci imbavaglieremo maggiormente scontenti.

M
Moreno Tonioni19 dicembre 2010

Piu volte ho avuto il piacere di leggere questa autrice dotata di profonda sensibilità. Amara è "poesia", lo è nei suoi squisiti scritti come nelle attente immagini che arricchiscono e completano. Diretta eppur sempre delicata trasmette al lettore forti emozioni con un elegante e attento uso delle parole. Questa poe che commento ne è testimonianza, malinconica e disillusa urla dolore senza scadere nella volgarità di una incontrollata funesta ira. Delicata e passionale quando narra d'amore, lucida e consapevole quando tratta il disagio, emozionante e libera nello scrivere di eros. Un'autrice assolutamente meritevole di plauso per gli squisiti scritti. Un nik che meriterebbe essere affiancato da un nomecognome