Esaltazione di un aspirante poeta
Frugo nell anima, scambio i suffissi,
forgio una rima e poi la distruggo.
Della fonetica scruto gli abissi,
pare sia fermo invece già fuggo.
Fuggo su strade di punteggiatura,
schivo un apostrofo non proprio rosa.
Nella sintassi di questa stesura,
son quasi certo, manca qualcosa.
Corri in mio aiuto Sommo Poeta,
tu che nel tempo scolpisti i tuoi versi,
fammi coniare quella moneta
che tra chi scrive ci rende diversi.
Si, si ho capito, volo più basso,
già mi vergogno se ti ho invocato,
mai della gamba far più lungo il passo,
per un secondo mi sono esaltato.
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Commenti (1)
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Michele Tropiano16 dicembre 2010
eheh mi ha strappato un sorriso questa poesia, o meglio questa filastrocca. dante però si rivolterebbe nella sua tomba! piaciuta in ogni caso
