La speranza
Bruno Vitale
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Chi sei tu,
che m'appari al di la
del giorno, quando
all'imbrunire il cuore
si rabbuia e schivo
rietreggia verso antiche
rimembranze e ricordare
vuole solo di beltà passate?
Tu che m'appari
come la luna a salutar la notte
come lucciole a frotte che vanno
ad ascoltar il silenzio e
come il dolce canto di una nenia,
mi tieni compagnia.
Sei tu, forse
che mi sei accanto, quando
all'orizzonte cade lo sguardo
e celo il dissapor dell'incertezza
ed il destino mi parea tristezza?
Dimmi! Io forse ti appartengo?
Tu sai di me che vago nell'eterno
a ricercar le cose che ho perduto,
tu che stai dall'altra parte e mi guardi
mentre nascondo il desiderio di riassaporar
l'amor che tace.
Tu che mi spingi verso sponde nuove, dove
la ragione riappare per destare in me linfa
vitale e come l'usignolo che tenta il primo
volo getto nell'immenso il cuor senza sentirmi solo.
Dimmi allora,
sei tu ciò per cui vago senza riposo?
Sei tu forse, la giovinezza
ch'è passata, la pioggia che
arriva a portar via tutta la tristezza?
Ed ancor ti cerco quando dentro di me
s'avvilisce la vita, quando credo di cader
nel buio della stessa ed i sentimenti
sembran non esser vivi.
Ecco che come il vento a dissipar la
nebbia, arrivi e cedi il passo al mio
e da tergo sento la tua carne e tutte
le domande trovano risposte e quasi
mi rifletto nell'acqua tersa della
serenità.
Eppure ti conosco
Mi sei passata accanto tante volte,
sei sempre stata artefice di vita,
pura indissolubile creatura.
Ascolta queste mie parole, ora,
non ti voltar non lasciarmi
ancora, resta fin quando non si cheta
la sofferenza e l'anima mia si tinge
di ottimismo ed il silenzio non m'appare
greve ma nello stesso trovo l'infinito.
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Bruno Vitale
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