Inverno
Enrico De Marzo
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Come neve
umiliata dal sole,
come un cuore
riempito di sale,
giace qui
ciò che resta del passato.
Membra sbiadite
di un pensiero mal riposto,
è il vuoto che t'assale,
è il gelo che rimane.
Steli spogli
attendono l'inverno,
è tempo di morire.
Dolce come succo di limone
è la vita mal subita,
ed ha stile
la follia.
Fossi un fiore
ben perderei
l'infima corolla
che opprime il respiro,
fossi un fiore
ti butterei via.
Ma altro
scorre nelle vene,
e presto morrà
un altro sole.
Di te
resterà 1 niente,
ne ricordo,
ne infima essenza
ceduta alla terra
un dì d'invero
strappato dal sole.
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L'autore
Enrico De Marzo
Commenti (1)
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Andrea D’Alfonso31 dicembre 2010
Grande poesia e grande stile poetico. Mi hai colpito, non ti conosco ma da questa già vedo molto e vedo poesia che si rende viva in ogni sua sfumatura e particolare, dal siginificato alla cornice sonora e visiva. Bravo, molto molto bella.

