Ricordi d'Abruzzo

Il cielo a Ponente, una rosa rosa,
sboccia.
A Levante è una grigia barba di vecchio,
addormentato,
ha in braccio nuvole, rosee labbra
di bambino.
E nuvole d'asfalto fumante,
ad Occidente.
Gobbe di scuri giganti sdraiati
dintorno,
la verde vallata è un elfico manto,
regale.
Dimore come tane d'insetto e
comignoli
fumanti pipe di nani ospitali
e gioviali;
foschie e nebbie d'un sogno
incantato.
Una cattedrale all'orizzonte, in chiara veste di fata,
il Gran Sasso;
uomini in basso e automobili, minuscoli
satelliti
lontani d'un altra galassia
silenziosa
e frenetiche trottole di microscopici
alieni.
Il silenzio mi copre: è una cascata
d'ovatta;
eco lontana, riflesso sonoro d'un
mistero.
Tra i piedi il muschio, odora d'animale
vivo,
e aghi d'abeti sotto una doccia di rugiada,
profumano.
E cinguettio di uccelli nell'ombra,
celati,
bimbi gementi in un buio
incombente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!