Cruda solitudine
Christian Lezzi
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Mani che vagano sul corpo
esplorando nuovi piaceri
nella penombra fredda
nel buio sordo
della solitudine.
Mollemente adagiata
sguinzaglia la mente
a fantasticar di caldi abbracci
e corti respiri ansanti e affannosi.
Ricordi
o solo desideri
di baci vogliosi sulla bocca
su tutta la pelle
di forti mani che la toccano
e desideri che la penetrano
forti
come piace a lei.
Novella brezza d'estate
il desiderio impertinente
si fa strada sfiorandole la pelle
in un brivido caldo e amaro
mitigato da occhi
socchiusi a non vedere
nella penombra languida dei sensi.
Non mani d'uomo o di donna
come nelle sue fantasie ormai scatenate
sulla scia del piacere
soffocando sensi di colpa
tra pudori cancellati
e inesistenti peccati inculcati
morsi come labbra vogliose.
Solo le sue mani
senza più briglie ai pensieri
alle fantasie senza freno
e gemiti liberi di fianchi e gambe
che si contorcono
nell'attimo piacevole e solitario.
La donna spezza le catene bigotte
e le manette che negano il movimento
esplorando il suo corpo
come mille altre volte
in un gioco di dita e carezze
e di oggetti da celare all'altrui vista
inseguendo l'orgasmo
della mente prima
del corpo poi.
Ora è libera d'amar sé stessa
nel contorto labirinto erotico
della sua mente senza più limiti
bollente piacere senza confini
che cresce in lei
e prende forma di fiamme bagnate
nella colonna sonora
d'un fremito violento.
©
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Christian Lezzi
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