Tormento
Arturo Vaccarielli
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Dissipati i ghiacciai della notte
Non appena si fu placata l'idea
Mi fermai sulle nobili strade del mare
I fiori li sogno ogni volta che il sole mi acceca
Le onde senza bianchi cavalieri
Le patacche che mi ombreggiano intorno
Quell'idolo è fumoso
Che noia
Sono padrone dei mari in tempesta
Sono la parvenza del silenzio
Sono la distanza del sottosuolo
È mai possibile tormentarsi nella distruzione dell'anima?
Galoppava il Genio ribelle sul mare incantato
Il suo palazzo d'ebano scuro
Il suo cavallo fieramente annebbiato di gioia
Mai più violento sul nascere
Vedrai
Intorno al cuore la chiave della cetra
Oh! Tormentarmi di questa strana scena
Verso i fiumi il mio viaggio è incominciato
I capolavori e gli sbalordimenti
Ora dormo nel sole!
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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