Racconto allegorico
La grande signora si accoccolò ai piedi del monte...
Alzò gli occhi stanchi ma vivi fin su la vetta fulgida e splendente.
Ammirò le alture rifinite,
le vie tortuose coperte da diamanti,
le foglie color dell'oro penzolare dagli alberi...
Magnificenza e possenza immobile ed eterna.
Si fermò una notte,due notti,tre notti e sentì forti venti e maligne tempeste e vide il mare alto naufragare sul monte e Solitudine e Dolore aggirarglisi intorno.
Ma tutto ciò non stupì la grande signora che tante ne aveva viste dal tempo in cui il tempo non era.
Si voltò,convinta di trovare Nulla e invece il monte era ancora lì...accarezzato dai raggi del sole.
Rapita s'inchinò.
"Tu, Vita , ai miei piedi? Tu che soggiaci con Morte gli uomini ai tuoi voleri? Tu che domini Destino e che sei arbitra tra Bene e Male?".
"Si, Io. Perchè in te, Amore , ho trovato porto quiete e qui fermo la mia barca affinchè Felicità ne sia passeggera ora e
per sempre".
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Commenti (1)
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Leaf10 agosto 2006
una splendida storia... più prosa che poesia, forse... ma decisamente affascinante. Leaf
