Presepio vivente

io pastore colpito da luce immensa
che riluce vaporosa in nebbia immersa
stella che rotta trasluce
e a grotta conduce
luce
tra le case intermittente
come tempo illuminato
a schiarire case e cose
ora sì ora no
ora sì ora no
semplici teoremi di musiche barocche
infrangono melodiosi ritornelli di brani classici
misti ad esordienti pentagrammi poliformi
e a roboanti lezioni di una incontrollabile
malavoglia di usare termini disinvolti
in cui la mia mano non trova spazio per dirigere
tu nella grotta mio signore
che un'altra volta per nascere stai
solo come noi
mio unico dono il perdono
nel cesto nobile della povertà
e la bontà nel manto caldo dell'umiltà
se questa nuova luce
accenderà il cero del mio cuore
©
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