Nella Giungla
Cavalcheremo madri infelici
infettandoci d'oro
e confonderò il colore
con il mio profumo.
Nei crepuscoli delle tele
soffocheremo il verde con l'azzurro
mentre la gioia
strapperà gli occhi ai vecchi
così che le loro mani
sembreranno alberi mozzati
al cielo.
Nella Giungla
ho raccolto pagine
e attraversato il sapore della pioggia
mentre il vuoto divorava il giorno
e la fame si faceva più densa.
Ti ho trovato e ti ho perso,
ho strappato il cuore alle bestie
sprofondando nella terra come lacrime nella pelle.
Ho corso,
bello e muscolare
tra dolciume e colorante
straziando i sogni con i vermi
e appagando ogni capriccio;
ho leccato e sofferto
l'estremità logica dei corpi,
strozzandomi ingordo
nella mia voglia.
E dopo giorni sbiaditi
e orizzonti
percorsi dalle distanze
sto per tornare
come un cucciolo
nel mio giardino crudele;
tornerò
in questa tenerezza mistica
che mi lascia esangue
sul tuo sesso.
©
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