E ti ritrovo

Ho rincorso il suo svanire tra il vento,
come sabbia lasciata scivolare dalle dita,
spogliata del suo corpo
per conoscere nelle lacrime,
la mancanza, che attratta
l'ha rinvigorita
fuori dalle infime carezze
del presente,
portandosi via il senso,
che pur valicando nuove terre,
non si è perso nel viaggio
ma è rimasto fedele al cuore
Assaporando il gelido tempo
in un inverno senza calore,
senza le tiepide emozioni
a placar la follia,
navigo tra le mie tristezze e allegrie
colorando la neve di mare,
dove ancora
mi sento in dovere
di recitare,
le mie onde
Tenebre festose
ho visto esultare,
quando padrone del mio io,
hanno lacerato su fronde
di foglie secche ed ingiallite,
l'armonia,
condotta verso l'abisso,
che pensavo ormai
non lasciasse più tracce
e mentre sconfitta mi arrendevo
a questo nuovo silenzio,
ho colto nuovamente
il suo sapore,
non era dolce
non era mare
non era finzione,
era il suo profumo
a invadere ogni mio respiro,
la brezza di vento
che niente più allontana
ma che richiama
all'amore vivo.
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Commenti (1)
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luigi8828 dicembre 2010
Probabilmente sono tra i più insensibili tra gli iscritti in questo sito e forse anche tra quelli non iscritti, ma devo ammettere che ci sono delle volte che anch'io sono scosso dalla bellezza emanata da talune letture... questa è una di quelle situazioni: l'intrecciarsi dell'immagine, delle parole e della colonna sonora, crea una magia che forse rientra in quelle cose non esprimibili in due minuti... un tempo di nulla è narrato, in cui le tenebre fanno da padrone e in cui si pensa che quella sia ormai la via... ma nulla è stabilito per sempre e il vento del cambiamento può tornare a spirare... tutto può tornare alla vitalità e all'euforia del tempo... in questa poesia si sente tutta l'apertura al nuovo e al futuro, brava Giusy, ottima!
