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Introspezione 28 dicembre 2010 · lettura 1 min · 1298 letture

L'Orologio del tempo

Brenda Riveruzzi 8 poesie pubblicate
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Corro tutto il giorno, senza sosta non mi fermo mai Non voglio. Le forze mi abbandonano, le gambe tremano gli occhi si chiudono, eppure non mi fermo Non voglio. All'ozio preferisco l'azione essere impegnata Costantemente Incessantemente Liberamente Senza mai fermarmi Mi consumo fino all'ultimo fino all'eccesso Uscire la sera stordirmi di risate strafare, esagerare Oltrepassare la misura Gettarmi all'alba sul letto e crollare All'istante Nel sonno più profondo Non sognare Un giorno, lo so mi dovrò fermare Scruterò l'orologio... Mi guarderò intorno e avrò paura Paura di vedere, vedere la sconfitta Generale Netta Assoluta Forse voluta Ho corso sempre Forse troppo Senza arrivare da nessuna parte Il mio continuo viaggiare è stato un eterno restare qui Dove non sono stata mai.
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Brenda Riveruzzi
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Commenti (3)

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giorgio magnanti28 dicembre 2010

...allora il tuo scrivere potrebbe rappresentare un modo per vivere il presente, non fuggire, quindi, verso un futuro che non esiste se non nelle proprie idealizzazionia volte fin troppo artificiose. La poesia ha movimento, crea emozioni, sussulti, rappresentando un verismo interiore ben descritto. Intensa e bella.

M
Moreno Tonioni28 dicembre 2010

Ho letto con attenzione le due poe pubblicate sul sito dalla Riveruzzi. Questa autrice approda a "scrivere" con fare piacevole e accattivante. Brenda narra del pidessequo vivere che attanaglia una gran parte del genere umano, e fa questo con la lucida consapevolezza dei forti. L'attore de "l'orologio del tempo" convive con ubbie e pavidie contrastandole con il frenetico fare. Questa lirica è tessuta con una fitta trame di parole che incalzano il lettore sino all'attenta chiusa. Letta con il piacere dell'argomentazione condivisa e della snella e scorrevole forma.

Giuliano Nardelli29 dicembre 2010

Grande dinamicità nella narrazione, nonché buona lirica corredata da aggettivi che rapiscono avvolgendo e coinvolgendo l'ignaro lettore. Questo improprio stacanovismo ed inconscia persecuzione di volersi consumare "...fino all'ultimo, fino all'eccesso..." e non ultima una mera e sofferta pacatezza che non soddisfa affatto la spontaneità smisurata di confrontarsi continuamente per non eludere nulla. Bella morale, bei versi. Ottima, e qui mi ripeto, l'esposizione scritta. Lode all'autrice che con non facile moderazione si è attenuta ad un tema, ahimè, ricorrente. Quello di fare tutto e subito, spesso con ignoti risultati.