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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Barbara Golini
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Riflessioni 28 dicembre 2010 · lettura 2 min · 2743 letture

Della rilfessione dietro il vetro

Barbara Golini 817 poesie pubblicate
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osservo nello scorrere d'un viaggio perdo me stessa il mio pensiero il riflesso del mio volto rafforza il sentir lontano scompaio agli occhi degli astanti impegnati nel perquisire un animo vuoto la terra sembra arida quasi come quella della steppa ogni tanto un ciuffo ogni tanto aria ora che sono dentro non colgo che l'infinito tra i quadrati delle sbarre una parete di vetro mi separa da te e sembra cemento le palpebre battono a ritmo lento quasi seguendo la musica che il mio cuore continua imperterrito a sostenere il chiacchiericcio e il gesticolare indaffarato i baci dei bambini e delle mamme che si sporgono le lacrime i pianti e tanta disperazione eppure qui non sento vivo nell'amorfo datemi una pugnalata voglio sapere se ancora sono non morirò qui tra i disperati del mondo purtroppo fumerò pacchetti di rabbia uno dopo l'altro e ti lamenterai di non poter più respirare siederò sulla brandina e non saprò più dirti quant'è bello il mondo il rancio del tuo amore era acido stasera non l'ho percepito se non nel retrogusto aspetto che mi coglierai un'altra volta tra le mani del guardiano che toccandosi si chiederà quale giornale comperare attendimi ancora un po' e troverai di me l'involucro mi sdraio e fisso un buco nella rete salgo in macchina e ritrovo il mio riflesso tornerò a casa questa sera e non mi perdonerò mai d'averti lasciato prendere e portar via piangerò lacrime amare ogni candelora in fondo molto in fondo sento ancora forte quel dolore
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grazie al commento di Drago nero. Debbo esprimermi in poche parole e spero che arrivino nel modo giusto. "L'anarchismo metodologico di Feyerabend tende a liberare la scienza da ogni vincolo e da ogni fittizia autorità per vederla come elaborato umano, sistema di conoscenze che non solo nasce nel mondo degli uomini, ma vive delle sue relazioni sotto il segno della sua precarietà." Coì vedo io l'arte e la poesia! evviva la libertà d'espressione! Grazie Drago nero poiché a volte non si comprnde il sottinteso perché non si comprende chi si ha di fronte.

L'autore
Barbara Golini

Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......

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Commenti (3)

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Aldo Bilato28 dicembre 2010

la trovo molto incline al personale... però c'è un passaggio che mi dice... "fumerò pacchetti di rabbia uno dopo l'altro e Ti lamenterai di non poter più respirare" qui ci vedo un malessere che non appare e che ancor oggi non è maturato... rimane latente nella mente della poetessa che ci si ritrova periodicamente, che lo subisce... e narrandolo ci trasmette che è come una gabbia da cui non riesce veramente a liberarsi... non so... però è molto ben scritta Barbara... cià*

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dragonero28 dicembre 2010

vado controcorrente (lo faccio sempre) per dire che questa poesia non mi piace, non gradisco la costruzione dei versi e trovo il testo volutamente ed a mio avviso in modo improprio caricato, non si capisce già nella prima strofa il riferimento a cui si allude in quanto trovo che la scelta del tempo/luogo sia sbagliata "osservo nello scorrere d'un viaggio perdo me stessa il mio pensiero... " manca il vero soggetto o almeno un vero riferimento che indichi la direzione dell'azione. la poesia prosegue tra puntate di rabbia e parole libere di esprimersi ma il disegno finale lo trovo caotico e più che riflettere ... proverei a riscriverla f

Giovanna De Santis29 dicembre 2010

anche se il quotidiano circonda e si è consapevoli di dover donare ascolto ci sentiamo come in un'arida steppa e il mondo l'amore ci appare lontano dalla sua bellezza, e come ingabbiati demotivati e demoralizzati in noi stessi espiriamo rabbia percepita dagli altri come fastidio e, in questo sentire è enorme il dolore provato, poesia di contenuto sentitissimo e condiviso, magnifica suggestiva ed intensa la stesura