Il girello
angelo cora
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un cigolar stressante,
nel lieve andare avanti,
di scarpe trascinate,
di barba incolta, rada,
portava al mio ascoltare,
a suon di campanella,
un senso di ferraglia,
d'ormai persa battaglia,
un uomo nel vagare -
Lo scricchiolar girello, a scatti nel girare,
da mani sue tremanti, a tratti spintonato,
all'ora del mangiare,
un uomo trasformato, un mondo da rifare,
grazia da invocare -
Pareva lacrimare, dal lieve dei calzari,
un pianto greve, di vita consumata,
portato dal maestrale,
pur s'era ancora breve, di anni il suo godere,
diffuso nelle vene, negli arti, nel parlare,
distante dal suo mare -
Ma troppo roboante il suon della sua tromba,
in quel lasciarsi andare, nel suo non esser vivo,
nel suo non ricordare -
Un corpo trasandato, da mente abbandonato,
un cuore da scaldare, un solo gran tremore,
un vento nel calare -
Al tramonto dei respiri, ove,
smorzan gl'orrizzonti,
ove si spreca il vero, ove si ferma il tempo,
ove, nasce il mistero --
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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