Vitaflora
Marco Veronesi
112 poesie pubblicate
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Giorni lontani nei pensieri
camminando solo e scalzo
un passo davanti all'altro
col fardello sulla spalla
il ricordo dell'altro ieri
quando terra di siffatto campo
non lacerava i piedi
morbida e profumata
dalle sue zolle
nasceva coltivato folto
e pareva mai fredda
odorante di verde e fiori
Come vita nostra
nell'età fertile sei giovane faggio
pensi che a piantare nuovi semi e coltivarli
sia buono anche uno stolto
che al sol pensier di seminare
hai germogli nella mano
e t'atteggi col mento alto
fiero tutto d'innato potere
arriva il giorno che t'accorgi
che fazzoletto incolto
è divenuto campo di grano
Ricordare...
nel mio campo
due terzi del giorno lavoravo tutti
non pesava mal di schiena
ora calli nelle mani e acciacchi
vecchio e verso la stagione dei lutti
in questa terra
inaridita e compatta
chiederle un virgulto è impegnativo
accrescere piante è fatica della vita
e l'unico melo non darà mai buoni frutti
Nel mio campo, là sulla collina
indisturbata e vitale giace
quercia che piantò mio padre
di tramonto morirò sotto la sua chioma
appassirà con me e torneremo
all'unica e vera madre.
©
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
Commenti (1)
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Salvatore Armando Santoro1 gennaio 2011
Vedo che la quercia ci accomuna. Io l'amo per altro e spesso l'invoco nelle mie poesie. Una poesia bucolica con una grande amore per la madre terra, signora del mondo, sempre più umiliata ed offesa.

