Scalpitanti giorni
Grazia Longo
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Brucerà tra le tue mani
il testamento di quest'anima
lacerata dal dolore.
Lama tesa
tra il sublime e l'abisso.
Fuoco purificatore e assassino
tra le righe d'un tormento
senza sosta
senza sorrisi
senza tempo.
Truce olocausto di sentimenti!
Tenerezza uccisa nella camera a gas.
Sorrisi spenti nell'acque stagnanti.
Sogni annegati nei torbidi gorghi di fango.
Niente lacrime né canti
da lanciare ad un cielo qualunque.
Niente stelle da lustrare con gli occhi.
Niente voli da imitare nel vuoto.
Resta odore di morte
che grida alla vita.
Un cavallo azzoppato
che freme sudato
dopo l'ultima corsa.
Mentre alto
si leva un nitrito
resta inerte nel fango
l'arto spezzato.
Rabbia schiumante
da froge fumanti.
Dilatate pupille
in occhi sanguigni
dallo sguardo atterrito.
E polvere, polvere ...
Solo polvere
su scalpitanti giorni
finiti per sempre
nel cieco recinto della notte.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Eirene30 dicembre 2010
sempre a segno con i tuoi versi... dura e drammatica ma purtroppo vera bellissima

