Per esteso
Anche di poco si parla,
siderali fughe, soffitti
e cieli del non ritorno
in metonimiche memorie.
Gli orizzonti finiti, li tocco
e mai solcarono i miei confini,
spinti per malanno in là.
Ora il vento finge e ascolta.
Torna come pena insonne
l'esterno di periferia.
Certi doni nascono per te
e muoiono per imitazione.
Si scioglie di fredde notti
questa plastica, arpeggio
note di stonate angolazioni.
Le forme cadono in disuso.
Poco rende a me il frammento
di un pensiero infranto
nella discrezione dei lampioni.
Pietà della notte effimera,
finirai tu, sono io che resto...
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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valentinatortora30 dicembre 2010
Che dire, Poeta, se non che hai penna felice? E lo spunto lo crei a riflettere, a meditare. Posso ripetere ancora: penna felice. Complimenti, e... grazie per i tuoi gentili interventi!
Eirene30 dicembre 2010
le parole volano nel vento ma ciò che scrivi rimane ai posteri l'ardua sentenza... comunque tu colpisci con il tuo scrivere... molto molto bella


