Bevo la paura dell'alba
Gianpiero De Tomi
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L'incubo è realtà distorta
la realtà è incubo senza fine
ma non sogno, mentre crollo esausta
non dormo, fra le case in macerie.
Sento le grida di piccoli angeli
schiantate sotto il fuoco
uccise fra le masse di profughi
calpestate nel nome di un male.
Ho solo oblio negli occhi vuoti
tracce di troppe lacrime
solchi scavati dal piombo
nella vecchiaia precoce.
Dov'è la mia terra?
Sotto un lapide senza nome
nella nera, aria velenosa
nel concime di mille ossa.
Bevo la paura dell'alba
è la mia stessa pelle
e suona come una campana
ripete quella condanna
lo stesso giorno di miseria
la stessa fame senza nome
le stesse piaghe purulente
lo stesso odio per la vita.
Fisso quel cielo senza rabbia
cerco un conforto nel tramonto
o forse aspiro fra le labbra
un'Apocalisse purificatrice.
©
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Gianpiero De Tomi
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