E va il pensiero

Acuminate spine su un arbusto,
le stesse della tua triste corona...
Pungenti spine, lunghe e doloranti,
da parte a parte trapassaron cranio;
non un lamento, solo per amore,
Signore, solo Tu potevi farlo!
Vigliacchi,
guardavamo da lontano,
mentre le spine salvavano da morte.
Ed ora che sei appena ritornato,
farem bagordi all'anno ormai passato...
E sanguinano ancora le tue spine
e sempre più, saranno dolorose.
E' tempo, ormai,
di riscattare il mondo,
se il tempo della vita,
basterà.
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis1 gennaio 2011
Si posano su un profondo senso di mistico i versi di questa lirica, che cerca di ravvicinare ad una profonda spiritualità, che sembra ormai lontana dai pensieri della moltitudine
