Acaro
Cosa vedi oltre adesso,
deserti e secche sere?
Il tessuto degli occhi
sgrana tempi come spighe.
Figlio degli anni dieci,
ricordi dove moristi
e adultere e tristi
si scolorano ora gote
di un secolo disfatto?
Volute ardite di pensiero
estranee sbarcano
ai migliori auspici di passato:
e la folla impara, implode...
Rovesci fatiscenti,
pugni lenti di finestre arrese
alle ore anonime degli eroi!
E scavo varchi di me su tutto,
sui mobili tento la vittoria.
Un acaro orbo per la storia.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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Paola Paolina Segatto2 gennaio 2011
Bellissima e originale la composizione di questa immagine che sai dare.
Rosy Marchettini2 gennaio 2011
Originalissima poesia che mi è piaciuta veramente tanto, tanto ssimi


