Aprite gli occhi!

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni
Commenti (4)
Un grido di dolore destinato agli alieni, tanta è l'indifferenza che questo mondo ostenta di fronte a queste infami tragedie, dove la parola amore ha assunto significati sporchi e di comodo dove al cuore non è concesso asilo. Versi duri e amari che è già doloroso leggere ma che l'anima non può non condividere.
Un orrore che non ha fine - e che si perpetua spesso anche fra nura domestiche e son molti gli orrori di cui sono vittime i bambini. Uno scempio ch enon ha pari. I siti pedofili, comunque, sono fuori- legge e se qualcuno si dovesse imbattere in uno di essi, bisognerebbe fare denuncia alla polizia postale. In tutto il mondo è perpetuato questo orrore - gente crudele e senza scrupoli. Meglio che non aggiunga altro. Molto apprezzata per il tema trattato.
un tema delicatissimo, trattato in maniera eclattante! Struggente e veritiera poe che deve graffiare la nostra anima. Purtroppo tristemente condivisa e apprezzata!
Credo che purtroppo l'insistenza a tenere vivo l'interesse su certi temi non sia mai troppa... in questa poesia si fa una carrellata in fondo della varie forme sotto le quali si maschera quella che ha l'unico nome di brutalità: "accade l'orrore d'una violenza chiamata amore"; in questa frase c'è tutto. La violenza per sua natura è antitetica ad un'idea umana e sana d'amore, ad un'idea di tensione verso gli altri, un amore inteso a tutti i livelli. La chiusa nella sua semplicità è tuttavia illuminante: la colpa è di noi adulti, dove il termine è inteso nel massimo senso spregiativo: siamo in un oblio collettivo, l'adulto è solo un bambino che ha dimenticato di esserlo, e spesso se ne vergogna... se solo tornasse la memoria... brava Annina!




