Gare Saint- Lazare
Prima dieci, poi cento, poi duecento
chilometri scorrevano dal posto
dove rimase il mio scrigno d’argento,
dove venne il mio cuore corrisposto.
Ricordo vagamente che quel treno
alla Gare Saint- Lazare era arrivato,
che in quel giorno passato in un baleno
a un tavolino m’ero accomodato.
Non ero solo, ma la compagnia
con cui io stavo dentro la stazione
non estingueva l’acre nostalgia
di quegli incontri con la mia passione.
Quelle ragazze con le quali stavo,
e tra di loro una siciliana,
erano specchi su cui confrontavo
le perdute fattezze dell’ariana.
Comandammo un croissant, un cappuccino,
mentre io parlavo con facilità,
ma il cuore sprofondava nel declino,
per non trovarsi più in quel posto là.
Prima uno, poi cento e dopo mille
furono i giorni in cui la mia visione
si privò delle docili scintille
che m’infondeva la sua apparizione.
Ma quando tutto ormai dimenticato
appariva, sepolto dentro il tempo
presto passato, ecco che un agguato
la memoria mi tende, e ferma il Tempo!
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Danielinagranata3 gennaio 2011
immagini dal sapore antico... emergono da ricordi ormai indelebili nella mente... il nostro passato che emerge. bellissima
