Demoni e visioni
Arturo Vaccarielli
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Dentro la triste felicità
che monta sul fato avverso
quell'esile figura s'avvicina
dalle scale scende l'astro
spezzando quel tenero cristallo
Insultato dal vecchio rimorso
che come ali senza piume
m'inchioda sul mio errore
Orizzonte vergine di radiosa bellezza
anima che distaccasti l'eterno
sfiorando la mia pelle
quali mari attraverserai?
quali montagne esplorerai?
Se hai pensato alla primavera
con il viso rivolto al sole
una bianca colomba poserà
il suo candito soffio sul cuore
e da dietro il viale
vedrai la mia anima corrodersi
e scatenare le nere nuvole
Io rinunzio alla mia volgare pena
ahimè! offendere la morte pigra
tale sarà il mio sgomento
che stanco e languido
si poserà sul mare in tempesta.
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L'autore
Arturo Vaccarielli
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