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Introspezione 5 gennaio 2011 · lettura 1 min · 1983 letture

Alba

Antonella Scamarda 275 poesie pubblicate
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C'è in un silenzio d'Alba il fitto picchiettio, come di gocce su lastra di vetro. Pianto, tu bussi e non osi farti lacrime? E' tale il gelo, che col suo scialle copre, gli occhi dolenti? Cara Notte, hai chiuso i tuoi giardini incantati! Lontana ormai è la fanfara dei sogni... spenta l'ultima Stella!
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Antonella Scamarda
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Commenti (8)

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Antonio D’Auria5 gennaio 2011

Sublime descrizione del passaggio dalle stelle sognanti della notte alla silenziosa alba. Sole scioglierà l'algido pianto...

Giovanna De Santis5 gennaio 2011

quando la "notte " infrange i sogni e l'alba si presenta gelida silente priva di vita che avvolge, eccelsa stesura per versi emozionanti profondamente

Silvia De Angelis5 gennaio 2011

Quelle illusioni accresciute durante la notte, perdono completamente di intensità in un'alba gelida, che sembra sciogliere le ultime speranze di un sogno

Kiaraluna5 gennaio 2011

Il pianto che bussa forte al cuore e non sa scioglere il nodo che la strozza... colonna sonora di un sogno che si spenge, come l'ultima stella che lascia desolatamente buio l'universo. Intensa quanto amara, struggente lirica Antonella, apprezzatissima.

Anna Maria Scamarda5 gennaio 2011

Sono talmente vivide, quasi palpabili, le immagini poetiche di questi versi da perdervisi dentro... Quel pianto che bussa all'alba... decretando la fine della notte. E con essa, si spegne l'ultima stella, in cui i sogni, come bambini, avrebbero voluto ancora rifugiarvisi... Quasi come fossero un salvataggio dalla realtà del giorno, da cui, talvolta, si vorrebbe rifuggire... Un mix di originalità ed eccelsa bravura artistica che sa donare Straordinarie Emozioni...

Rita Minniti6 gennaio 2011

Nei primi versi, di questa poesia, si avverte già il dolore, dove l'alba è vista come triste risveglio che va a raggiugere i pensieri con le sue prime luci, vivendo nella malinconia di un silenzio bagnato dal pianto. Un pianto, però,che si arresta in gola, impedendo alle lacrime di dare sfogo ad un respiro che geme, quasi a non riuscire a tirar fuori la pesantezza che avvolge l'anima. Perché è troppo forte il dolore per potersi esprimere, perché è troppo ignara la notte di quel dolore, per lasciare aperta la speranza al cuore di intravedere la luce di una stella, ormai spenta. Una malinconica tristezza, quindi, regna in ogni verso, rendendo però questa poesia colma di emozione e di fascino, se si pensa alla bellezza dei pensieri in essa racchiusi.

alessio carlini6 gennaio 2011

si sente quel silenzio d'alba e quei suoni dell'anima ... immagino e riascolto i miei attimi di deserto... leggo e rileggo ed appare ogni immagine ogni movimento... ogni sensazione... molto bella e delicata

Giorgio Dello8 gennaio 2011

profonda e malinconica poe! veramente meravigliosa nella sua struggente amarezza. arriverà l'alba... e che porti un sole caldo, armonioso e d'amore! Bellissima!