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Riflessioni 6 gennaio 2011 · lettura 1 min · 3557 letture

Onnipotente, onnipresente, onnisciente

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Anima, ti ricordi delle austere impressioni di bimbo, con il senso fasullo delle tue allora vere certezze di un Potere oscuro e immenso? Ricordi tu quell’Occhio che osservava (dicevano) i tuoi segreti gesti, anche se il corpo tuo si rifugiava in angoli remoti e immanifesti? Ti ricordi di Chi tutto sapeva, di Chi mediante semplice preghiera un lieve o grave affanno risolveva, già prima dell’arrivo della sera? Favole, accettate dai bambini, dette in quel modo erano, fandonie nate per tener buoni i più piccini, e il vero uccider senza cerimonie. Però, se un po’ da adulti si ripensa a ciò che quell’Omone là nei Cieli rappresentava, allora la Coscienza prende il Suo posto, senza più misteri.
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La violenza degli uomini di Chiesa sui ragazzini non si esercita soltanto con la pedofilia (come spesso viene riportato dai mass media), ma forse soprattutto a livello morale, con l’insegnamento di cose che non stanno né in cielo né in terra e che possono nuocere alquanto alla formazione del carattere e al comportamento dei bambini più timorosi, fragili e rispettosi dell’autorità. Quando, non ancora decenne, frequentavo quei corsi di catechismo per poi poter fare, insieme, la Comunione e la Cresima, me la prendevo con la mia intelligenza, incapace di comprendere quelle presunte profonde verità religiose: solo alcuni anni dopo capii che erano tante sciocchezze! Il prefisso "onni" delle tre parole del titolo della poesia, forse per il suo suono, cupo e incombente, mi spaventava molto, e in seguito trasferii su mio padre (ma forse ancor più su mia madre) quel misterioso e paralizzante potere divino... Trentenne ormai, da insegnante cercai di vendicarmi di quelle angherie subite, dicendo in una classe di scuola media del Casertano che pendeva letteralmente dalle labbra di un insegnante di Religione, un prete della mia età, che lui non poteva dimostrare ciò che insegnava, mentre io, per il francese, potevo in qualunque momento portare gli alunni a Parigi, facendo prendere loro atto della veridicità delle parole che pronunciavo; ma dovetti desistere, perché la cosa fu saputa, e quel giovane sacerdote aveva minacciato di deferirmi al vescovo...30 novembre 2019
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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mario calzolaro6 gennaio 2011

...leggere questi dolci versi significa abbandonarsi alla nostalgia dei primissimi ricordi... bella!

Giuliano Nardelli6 gennaio 2011

Bella, squisita e molto apprezzata per quei vividi ricordi ormai indelebili in ognuno di noi e che tuttora ci trasciniamo, purtroppo, forse un po' schivi e timorosi di voler provare altro; ma quel che è insito in noi sin dalla nascita rimane memore. Molto significativa nel finale:"...allora la coscienza prende il suo posto, senza più misteri." Complimenti all'autore.