Befana

Befanella befanella
manco giovane eri bella
mo sei vecchia assai rugosa
zitellona e nun sei sposa.
Befanòna befanòna
ne simpatica ne bòna
fai paura a li bambini
a li padri e a li nonnini.
Befanaccia befanaccia
me te vojo porta' a caccia
che co' 'r naso tuo le tane
trovi mejo de' 'r mi' cane.
Befanocchia befanocchia
tu sei come 'na ranocchia
e zompetti er sei gennaro
puzzi peggio de' 'n somaro.
Befanuccia befanuccia
pussa via brutta bertuccia
nun sarai mai 'na cornuta
riva' indove si' vvenuta,
e così noi da domani,
proveremo a ffa' i cristiani
che 'ste feste idolatria
ce sei tu a portalle via.
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo6 gennaio 2011
Simpatica poesia, ironica e musicale. Condivido pienamente la nota dell'autore, ormai queste feste sono all'insegna del consumismo nuovo Idolo che ha sostituito il vero Dio e pochi ricordano il significato religioso dell'Epifania. Opera molto apprezzata!
