Papà mio
Antonio Bruno
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Un sapore, mi tuffo lontano
quando allora, la mia piccola mano
stringeva implorante la tua
Quella tua moto rossa
Quel tuo sguardo gentile
La freschezza di chi non è vile
Ti aspetto la sera
ti avvicini un bel dì
Mi dici che c'è un bel film
Ero piccolo, ma era così?
Se il ricordo è nitido e puro
È possibile sia di un bambino?
E cos'è questo luogo lontano
Che stasera frequento?
E che so?
Non c'è il tempo e nemmeno la vita
È un barlume che mai più si spegne
Tu sei dentro di me, le tue tende
mi proteggono senza pietà
Giusto un attimo e sono di nuovo
Quello che sono stato da sempre
Io e te, nulla fuori si sente
È una forza che sferza l'età
Solo amore è il nome che ascolto
Senza tempo e senza rumore
Una pelle che brividi vuole
un bel giorno sarà li con te...
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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