L'uomo del Poggio
Saverio Chiti
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È nebbia su questo colle
dove anche il tempo scorre
lento, lento
e nella memoria si rincorre
Dove non c'è spazio per l'errore
e la sera arriva
troppo presto,
per quel cuore alla deriva
Ma lui lo sa, lui lo volle
provar su di se con far violento
la solitudine vissuta senza terrore
e in quell'attimo di vita, esser desto
Lui vive, si vive
in ogni nuova aurora
e nel cuor impervio del suo paesaggio,
è lì che dimora e ancor sopravvive
Mai ho visto, cuor tanto grande
e mai conobbi essere umano
di sittanta stima
come in colui che sul poggio, mi tese la mano
e senza nulla chieder né ora, né prima
ma sol per amicizia e nel condiviso pensiero
si aprì a me, che l'ascoltai fiero
trovando in lui, ogni mio vissuto
in lui mi riconosco, anche se sol più vecchio
come in un riflesso, che credevo perduto
ancor in lui, benevolmente mi specchio.
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L'autore
Saverio Chiti
“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes
Commenti (1)
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paolo corinto tiberio10 gennaio 2011
bel testo, peccato per quel "centrato"... a me non piace... centra la forma e lascia in un cantuccio il "significato"... che in questo testo è intenso...
