Idi di marzo
Grazia Longo
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M'hai colpito
proprio quando il tempo era intento
a demolire le opere d'una vita.
Ti sei alleato all'ostilità della fortuna,
e mi hai piegato l'anima
come un maglio sul ferro incandescente.
Hai preso a morsi la mia carne
strappato brandelli al mio cuore
sporcando il sagrato di sangue.
Sei stato l'ultimo colpo
-quello letale-
che arriva all'improvviso
alle spalle.
Ah, proprio tu,
le mie idi di marzo
nell'autunno incipiente
che imbiancava appena le tempie
di bagliori argentati
mentre il corpo rifioriva all'amore
nell'ultimo valzer a piedi scalzi sull'erba.
Quando il cuore aveva superato
la tristezza dei meriggi spenti
che m'assediavano da vicino
sei stato retrovia fatale
d'un tormento ormai sconfitto.
Come un mattino intriso di tenebre
dopo una notte di bufera
mi hai consegnato alla fine
che da tempo avevi deciso.
Mi hai attaccato per ultimo
quando gli altri più miseri dolori
avevano ultimato il loro oltraggio
e mi hai fatto assaporare
nell'ultimo atto
quando strenua era la battaglia
e già nell'aria c'era sentore di sconfitta
il fiele amaro dell'odio incoercibile del destino.
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L'autore
Grazia Longo
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