Inganni
Antonio Bruno
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Linea sottile di giunco
Si insinua nell'anima mia
Spunta di nuovo l'orgoglio
Schiuma di mare va via
Letto di spine e dolori
sotto i miei piedi tagliati
Grida di voci e stridori
Lontano dai bei giorni andati
Vorresti gridare?
Desideri amare?
Ma chi? se non sai io chi sono?
Cristallo dal limpido suono
Oppure canzoni stonate
Che ululano suoni alla luna?
Tu mai, come nessuna
immagini mille emozioni
E poi sei ti muovi vai a stuoli
Di algide rose di fumo
Si stringe il mite tessuto
Fai finta o ci tieni davvero?
Chi sei? il mio sogno vero?
Sbiadito nella triste sera
Che annuncia che sei prigioniera
Di un calcolo ormai andato a vuoto
Possiedi un ritorno geloso
Che ti fa pittrice di liuti
Sentieri, sparvieri assoluti
Rubati al giorno vigliacco
Che sputa magari nel piatto
Offerto dal tuo padrone
Che mai ne fece di buone
rubò la tua primavera
e mai sei stata sincera
Ma ladra di sogni e di suoni
Pirata di luoghi migliori
Che truffa l'altrui breve vita
Che sempre fu solo salita
Che tante fatiche procura
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Bruno
La linea che si torce e che forma queste lettere che messe una accanto all’altra fanno i simboli che i tuoi occhi scrutano. Sono immagini che fanno sorgere nella tua mente i suoni che adesso stai ascoltando, parole, mie parole che sono penetrate dentro di te.
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