Nella penombra resinosa d'un sogno
Grazia Longo
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T'ho incontrato un pomeriggio di gennaio,
in fondo al calendario degli anni,
quando il sole colpiva di striscio la mia vita,
col suo raggio spaurito dal gelo.
Obliquo raggio dei giorni della merla.
Segni, e un suono perduto
nella tasca della memoria,
chiedevano al tempo mio.
Un richiamo inatteso,
nel silenzio d'un vociare inutile.
La tua voce ha penetrato l'anima,
come una lama affilata,
nella fenditura stretta,
lasciata aperta,
oltre la siepe d'inverno.
Poi un'ultima danza, a piedi scalzi,
sul bordo del precipizio,
tra gli alberi danzanti,
con le loro braccia nude alzate al cielo,
oltre l'ombra della sera,
nella penombra resinosa d'un sogno.
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Grazia Longo
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