Ormeggiata sulla riva d'un sogno
Grazia Longo
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Labbra insolenti piegate dal tempo
lungo il pendio scosceso del vizio
brama tagliente e affilata
nella bocca sottile
avara di sorrisi.
Nido di voluttà letale
aggrappato alla parola amore.
Ed io,
aggrappata al mio raggio,
luce d'ombra silenziosa
sciolta in cocci di risate
stretta nel gelo d'inverno
spenta in un pugno chiuso
scivolata da palpebre serrate
smorzata da dita bagnate
al calar della sera.
Stoppino senza traccia nel buio.
Solo un segno nero, sulle dita bagnate.
Umida orma su lenzuola accartocciate
e un corpo senza dimora di passione.
Ormeggiata sulla riva d'un sogno
accoccolata
tra la linea dell'orizzonte
e il mistero del cielo.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (3)
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mario calzolaro12 gennaio 2011
Un'Autrice che non delude mai la Longo... anche questa attraente composizione poetica offre spunti di ammirazione e maraviglia
Raggioluminoso12 gennaio 2011
Una poesia molto suggestiva, splendide le immagini e passaggi molto significativi. Piaciutissima per stile, forma e scelta linguistica. Molto apprezzata!
alessio carlini13 marzo 2011
la sensazione della sospensione in questa lirica per ciò che mi dona è molto forte e piacevole, letta e riletta e l'emozione è stupenda! molto piaciuta



