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Impressioni 12 gennaio 2011 · lettura 2 min · 1657 letture

Il condominio delle parole

Marco Veronesi 112 poesie pubblicate
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Facciate di case, palazzi persone come formiche vocaboli nei capitoli lettere nelle frasi qualche numero parole incastrate accatastate a formar colonne, muri, capitelli in famiglie, solitari in appartamenti pitture vivaci come parole importanti finestre aperte su discorsi mai fatti o cambiamenti concetti inespressi citofoni muti senza chiamante non cerca nessuno inquilini perduti dimenticati sotto i ballatoi dietro le tende porte chiuse dall'interno lampadari accesi, pendenti scacchiera di finestre tutte le sere vite contenute nel vociare, discutere, far l'amore strepitare, piangere e ridere e parole parole parole tapparelle schiuse come palpebre di un assonnato finestre che sbadigliano sbuffi di qualcuno che ha litigato che fuma sul davanzale le antenne sui tetti come i capelli dello scienziato non pettinati dipanano fili bianchi che scendono come rivoli d'acqua di una testa sotto la pioggia ricevono immagini e parole parole parole grondaie che scendono a formar le rughe sulle macchie della facciata con la psoriasi della vernice che contagia anche i balconi dove si prende il sole si contempla la volta si scrollano i tappeti si cena e si parla si prendono decisioni e parole parole parole che cadono sul parco di qualche tiglio grande ch'è la barba della facciata che perde il pelo- foglie ma non il vizio d'attutir parole rigurgitate di continuo da tutte le aperture del butterato viso del palazzo come brufoli d'un acne giovanile vispi e purulenti sempre pronti a vomitar pus con parolacce di coppie in crisi che si picchiano che si vedono da fuori e si scambiano parole irripetibili e parole parole parole nelle trombe delle scale tra persone fischiettanti che s'incontrano e guarda un po' ancora si salutano a scambi di battute tanto a dirsi ciao ti considero almeno un poco il minimo sindacale come il salario dell'addetta alle pulizie pagata poco e non sempre spazza e lava con il mocio lurido e consunto l'unica che sta in silenzio le sue frasi sempre quelle di continuo nel cervello ciclicamente a ronzar frustrate, sole l'unica in silenzio a non dir nulla nel palazzo matto l'unica che ha finito parole parole parole...
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L'autore
Marco Veronesi

Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che

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Commenti (1)

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Caprimulgo12 gennaio 2011

...è proprio così, uno spaccato del condominio popolare. Sembra di sentire il vociare a leggere questa incalzante poe. Piaciuta molto.