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Cronaca 12 gennaio 2011 · lettura 1 min · 3439 letture

Senza titolo

Caterina Zappia 931 poesie pubblicate
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Il freddo ha piegato il suo sentire fra i filari dell'indifferenza in una città senza tempo drogata da luci chiare piegando gli occhi al divenire orfano si è fatto il pianto e senza capire la strada abbraccia il tram che passa un cane ringhia al padrone ed una morte selvaggia le mani vuote di una mamma la sua stazione.
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Bologna: neonato di appena 20 giorni muore di freddo.

L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

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Commenti (2)

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Pino Penny12 gennaio 2011

bella poesia a prescindere dal soggetto. la povera coppia che non accetta l'aiuto sociale per paura che vengano loro presi i figli... cosa avvenuta molte volte per altro. La "famiglia" e la sua salvaguardia, continua ad essere ignorata in questa nostra Italia... ed ecco i risultati... perfino nella dotta Bologna

Gesuino Curreli12 gennaio 2011

...e del dolore propaghi la fitta, ma non basta il silenzio a tacere! L'ignominia di un mondo che crede alle preci e mugugna in soffitta, l'indifferenza più bieca e mai vinta davanti a un vagito che implora. E piange la madre che ignora la sorte che dovrà sopportare: il turchino di un giorno solare, un giorno di festa, nel bel mezzo del via vai popolare, un piccolo cuore si arresta. Si china la palpebra e, spenta, ha finito già un po' di guardare, e il frastuono che udiva arrivare assopisce il rumore e non desta. La stazione non sente e continua del consumo libido e mania, mentre tace l'umana poesia che la vita voleva ammaestrare. Ora tace il singhiozzo e la pena mi giunge fin qui da oltremare... ma il verso mi fa ancora penare!