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Sociale 13 gennaio 2011 · lettura 2 min · 4442 letture

Mea Culpa

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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La domenica matina annante in chiesa pe' onora' er Padre Ve battete er petto due, tre vorte, dite mea culpa Strignete la mano a chi ve sta vicino augurandoie d'ave' pace dentro ar core Du chiacchere sur sagrato e ve ne tornate a casa fino a qui ve seguo poi ve rinnego, Quanno ar supermercato c'è na fija cor pancione e du cose in mano magara je sorridete ma nu la fate passà, e quell'omo disgraziato co' na rosetta e 'na bottija de vino du pezzi deve pagà voi, voi avete er carello pieno e nun ve va d'aspetta' avete fretta, e quer signore su la sedia a rotelle che v' ha fatto? zitto, zitto se mette in fila er poveretto, ve guarda ma nun dice gnente, sulle gambe striminzite c' ha quello che la pensione je permette ma voi sempre fretta avete d'anna' a casa a prepara' er pranzo o de core a pija er regazzino a scola Nu n'annate in chiesa a batteve er petto o a confessavve le fregnacce fate all'artri quello che volete sia fatto a voi fate attraversa' li pedoni anche se nun so sulle strisce penzate che po' esse' vostra madre un parente nun penzate solo a voi ma anche all'artri Dateme retta amate er Padre pe' come v'ha insegnato
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Non vuole essere un'accusa rivolta a tutta l'umanità questa mia di oggi ma solo a quelle persone che agiscono come ho tentato di descrivere in questi versi... quello che mi provoca dolore è la mancanza di sensibilità, di rispetto, di considerazione che talune persone hanno nei confronti degli altri, appagano l'ego... poi vengono tutti gli altri

L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (18)

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Raggioluminoso13 gennaio 2011

Versi quanto mai veri. Ma l'andare in chiesa per molti non è onorare il Padre, come si dice, ma piuttosto diventa una passerella una sfilata e i motivi sono molteplici e non dimentico nemmeno la "caccia di consensi". Ma fermo qui il mio dire - andrei fuori tema. E l'indifferenza veste anche i cuori di chi dovrebbe essere, invece, proprio portatore di tale valore - come minimo perché credente. Grande spunto di riflessione, questa poesia. Molto apprezzata!

G
Gianny Mirra13 gennaio 2011

Grandi verità tradotte in versi mirabilmente. Ti ricordi le inquisizioni? Ti ricordi le crociate? Senza andare troppo in dietro... ti ricordi tutte le parti terremotate del nostro paese? Ecco vorrei sapere la chiesa cos'à fatto di concreto oltre che pregare bla bla bla e basta. Sai chi sono coloro che puntano sempre il dito contro tutto e tutti in nome di un Dio che molto probabilmente non conoscono? Si proprio quelli che hai descritto nella tua stupenda lirica. !

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Dany Blasi13 gennaio 2011

Rosy è vero! Condivido ciò che dici perché la società è indifferente ai deboli, spesso arrogante, ma sono convinta che lo fa una parte delle persone che vanno in chiesa come chi non ci va, perché purtroppo in tutto questo assume invece un grande significato l'anima della gente, se è sensibile, profondamente buona o si nutre di grande egoismo dietro la maschera ipocrita del bonismo! Profondi, significativi versi stilati con grande capacità d'espressione in vernacolo!

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Dany Blasi13 gennaio 2011

Rosy è vero! Condivido ciò che dici perché la società è indifferente ai deboli, spesso arrogante, ma sono convinta che lo fa una parte delle persone che vanno in chiesa come chi non ci va, perché purtroppo in tutto questo assume invece un grande significato l'anima della gente, se è sensibile, profondamente buona o si nutre di grande egoismo dietro la maschera ipocrita del bonismo! Profondi, significativi versi stilati con grande capacità d'espressione in vernacolo!

mario calzolaro13 gennaio 2011

...certo: non basta reciatre il mea culpa e battersi il petto se poi... si traligna in tutto. Esemplare!

Pino Tota13 gennaio 2011

Il problema è che questa massa che ci circonda di gente senza rispetto altrui, egoista, ultracafona a sua volta trasmette alla figliolanza questi dogmi di vita insana e così il cerchio negli anni si allargherà...del resto basta dare un'occhiata a cosa ci proprinano giornalmente in tv e che insegnamenti danno ai nostri giovani... come credo che in chiesa ci vadano per vedere come sono vestiti gli altri... per criticare e giudicare. Bella, bella, bella!

Berta Biagini13 gennaio 2011

Versi che potrebbero essere una filastrocca da attaccare al muro nelle scuole – a volte, con particolari insegnamenti si riesce ad arrivare ove altri non sono mai arrivati – eppure sembrerebbe talmente semplice comportarsi come l'autrice sottolinea se lasciassimo a casa l'egoismo.

Ela Gentile13 gennaio 2011

Bellissimi, giustissimi, veri ed anche spiritosi per il dialetto questi versi che condivido in pieno e mi son piaciuti tanto veramente. Una poesia bellissima, esemplare e di monito a chi di dovere. Apprezzatissima... Brava Rosy...

Silvia De Angelis13 gennaio 2011

L'egoismo imperante soffoca sentimenti di umanità, ove occorre, e spesso quelle "persone sante" sono le più fredde a accentratrici sulla loro persona e basta...

m
marcello plavier13 gennaio 2011

I tuoi versi sono il mio pensare quotidiano, molto efficace è ciò che scrivi ed io che ogni giorno combatto contro la sopraffazione l'apprezzo particolarmente, chissà che alcuni lettori non ne facciano buon uso. e tante grazie.

Giorgio Dello13 gennaio 2011

bellissimi versi, purtroppo menefreghismo, indifferenza, cinismo e falso buonismo... la fanno sempre da padrone!

Giuseppe Bellanca13 gennaio 2011

Ottima intuizione in questa tua poesia molto riflessiva, bella anzitutto in vernacolo dà più efficacia al tuo dire, oggi molti vanno in chiesa per fare numero ma non è secondo il mio parere solo una questione di chiesa, direi è una cattiva educazione che in Italia in genere (per fortuna non tutti) non si vuole inculcare ai figli e di conseguenza certe delicatezze verso il prossimo non vengono mai usate. complimenti per l'argomento e per lo stile della tua poesia.

poca sensibilità c'è in giro e poi sono quelli che vanno in chiesa e si sentono cristiani a fregarsene di più...condivito tutto quel che hai scritto in tono dialettale e simpatico... piaciuta e condivisa

Danielinagranata13 gennaio 2011

Versi attuali e molto veri manca il rispetto e c'època sensibilità in giro scritta magistralmente brava Rosy

Moreno il Duca13 gennaio 2011

mia Regina la tua poesia dice le cose molti di noi sappiamo quelle cose che dobbiamo combattere per far capire a certa gente che andare in chiesa non salva l'anima ma le opere quotidiane possono farla volare grande!

Giovanni6213 gennaio 2011

Siamo circondati da ipocrisia, falsità e ingiustizie di ogni tipo, l'egoismo prevale su ogni cosa, fortunatamente ci sono molti buoni di cui nessuno o quasi parla perché fanno meno notizia. Una poesia dialettale molto profonda e intensa, bellissima.

Daniela Pacelli13 gennaio 2011

Una riflessione degna e tanto sentita. Come sempre l'apparenza è ciò che la gente vuole che conti. In realtà si può non andare in chiesa ma pregare in silenzio e comportarsi correttamente con il prossimo. Deliziosa lirica, ammirata e condivisa tanto. Complimenti Rosy, applausoni!

Antonio Biancolillo13 gennaio 2011

Ed è pura realtà...anzi non si deve aspettare neanche di andare al... mercato... per vedere tutta questa indifferenza... il proprio... ego... lo si nota in grassetto anche durante lo scambio della pace ed... il. mea culpa... per quello che vive negli sguardi di tante persone... Stupendo questo momento di riflessione che appare molto più realistico nel linguaggio dialettale molto più vicino al quotidiano... Piaciuta tantissimo e condivisa...