Vivo ma senza sentirmi vivo
Giuseppe Boccanfuso
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Respiro, cammino e lavoro, guardo e apprendo
porto l'ombrello, fuori sta piovendo
vado al mare, fa caldo, ho bisogno di staccare la spina
forse domani farò una gita in collina
Dio il lavoro mi stressa, ma bisogna campare
fuori dalla mia vita il verbo amare
adoro l'armonia e amo la famiglia, credo in Dio
ma chi cazzo sono io?
vivo senza sentirmi vivo, eppure respiro
se posso dormo profondamente senza essere un ghiro
forse un'orso oppure un panda in via di estinzione
oppure un fallito senza nessuna emozione
respiro, quindi sono vivo, mi perdo dentro me stesso
troppo buono?...forse romantico, oppure fesso?
non so ne chi sono, ne cosa voglio, ne dove vado
a volte la calma piatta del mare, altre un tornado
scatto per nulla e mi incazzo per niente
sono socievole e amorevole e mi confondo fra la gente
antipatico e testardo, ironico e sovversivo
atipico e antidivo, a volte finanche corrosivo
amo e sono incompreso, amo e vengo frainteso
aumentano le paure, aumenta lo sconforto, anche il peso
mangio e bevo e non dormo quasi mai
non mi manca nulla dentro un via vai
cerco quello che gli anni mi hanno tolto, stanco di tutto
avvilito, incompreso, affranto e distrutto
Vivo, ma senza sentirmi vivo è quasi una sfida
fuori le mie paure solo una grossa movida
respiro e sento il battito del mio cuore
sono vivo, ricco e fiero del mio amore
automa in questa vita che mi inghiotte e toglie il respiro
attore non all'altezza, la brutta copia di De Niro
recito e forse anche adesso sto recitando
vorrei sapere il dove, il come e il quando
cazzo, ma sono proprio fuori, forse quasi perso
non c'è nessuna melodia in ogni verso
c'è solo la copia astratta del mio arrendermi
tu se ci riesci, prova a prendermi
non scappo, non fuggo via, resto fermo e zitto
prova a farmi camminare di nuovo dritto
vivo e respiro, ma non mi sento in vita
soffro dentro un'ipotetica ferita
la cerco, vorrei trovarla e ricominciare
fuori dal mio scritto il verbo amare
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L'autore
Giuseppe Boccanfuso
Mi chiamo Giuseppe e sono nato a Napoli in un caldo mattino del 24 agosto 1962.......scrivo per diletto da quando avevo 13 anni........ed ora sono un tutt'uno con la poesia e le sue emozioni, il resto?????.........è la vita che scorre piano con le sue gioie ed i suoi dolori.
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