Senza te
Caterina Zappia
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A sorsi bevo la paura
fra lacrime di piombo
che nessuno vuole sfiorare
mentre brucia sul corpo come sale.
Sulla mia pelle intaglia e corrode
mi fa diventare un burattino
non hanno vetri più le mie finestre
la stanza è diventata un 'assassino.
Apre lo sguardo, fissa il mio cammino
nelle mani i guanti da gran dama
conosco il merletto, il nero crine
addosso sta cucendo la mia sottana .
Sento il suo silenzio peregrinar
nascondo le ciglia, le mie labbra
il mio cuore trattiene il suo respiro
e morir mi sento nella gabbia.
Cercami ancora, con voli cari ad Icaro
in un notturno ingordo di Chopin
sciogliendo la paura, questo veleno
che la mia notte inghiotte senza te.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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A
Alessandro De Rinaldis14 gennaio 2011
bellissima poesia piena di sentimenti in un'atmosfera allegorica triste ma elegante.
Antonella Modaffari Bartoli14 gennaio 2011
Rimpianto e solitudine emanono questi versi, intrisi del lutto dell'abbandono.

