Caduta
Francesco Stifanelli
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Luce abbagliante, pura beltà,
indomita forza riflesso del vero,
gnosi profonda di eccelsi misteri,
essenza benigna, sublime cantore.
Candore e innocenza avesti in dono
e l'amore avvolgeva lo spirito tuo
che di lodar e contemplar giammai era stanco;
creato magnifico angelo santo.
Lo specchio ti affranse,
l'ego rifulse di luce fittizia;
fu in cuor tuo l'orrenda ambizione
di sfidar l'Eccelso, il re della Gloria.
S'oscurò invero la tua bellezza
e di tracotanza riempisti l'anima tua;
il volto cambiò,divenne pietra,
e il gelo zittì la tua adorazione
Con te finì l'età dell'oro,
e mille aculei confitti nel giardino
costretto a sanguinar fiele...
fino al dì divenuto virgineo Sangue.
©
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L'autore
Francesco Stifanelli
Mi chiamo Francesco e ho trent'anni. Spesso la vita mi ha "dolcemente" costretto a repentine rivalutazioni delle mie convinzioni; parimenti, talune volte ho avuto modo di ponderare a lungo certe decisioni che hanno cambiato radicalmente la mia vita. Il mio essere per così dire "ermetico" e "ombroso" si riflette sovente
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