Voglio svegliare l'aurora
Davvero è fredda
questa notte
e pallida la coperta di brina
rischiara la strada
di lacrime ardenti
Il buio mi pervade
e dagli occhi irradia
uno spazio siderale
-non solo senza nubi-
senza le stelle
Fuggita pure
la luna appassita
che è il mio cuore, algido,
dal petto
e solo la voce, mia
resta
Attendo il suono
mi aspetto un lamento
mi sorprende il canto
-più vivo di me-
Si volge il volto
alla sera
nella speranza certa del mattino
e prima che questo giunga
lo celebra
Udite monti
ascoltate mari
la musica che da acerba
sulla lingua
nel sangue si fa miele!
©
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