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Satira 19 gennaio 2011 · lettura 1 min · 1034 letture

Una... favola

Ezio Grieco 248 poesie pubblicate
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C'era una volta, in uno strano Paese, un signorotto ricco, ma così ricco, e anche furbo e sfrontato, da suscitare l'interesse dei messeri togati. Furbo com'era, ebbe il sentore, corse ai ripari per scansare il pretore. Investì, parte dei suoi averi, per comprarsi il Potere. Salì su di un predellino tra seguaci osannanti, dispensando, a destra e a manca, slogans e sorrisi. Si circondò di gente di rispetto, avvocati in doppio petto, e signore con la quinta misura e signorine ex letterine. Dopo anni di false promesse ed il pensare solo a se stesso, il popolo, che lo aveva votato, capì che era stato fregato. Inscenarono scioperi e lotte e sfiducia in sede legale, ma il signorotto con fare arrogante governava a dispetto dei santi. Ci voleva la mano Divina pensò il popolo ormai alla deriva. Ed allora Processioni, tutti in fila da buoni Cristiani, affollarono Chiese, consumarono Altari. Cotanta devozione portò alla soluzione, intervenne il buon Gesù; se lo prese e non ce lo diede più.
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L'autore
Ezio Grieco

....e la vita va! Scrivere e leggere è la mia passione, scrivo d'istinto mettendoci cuore, leggo di tutto, ma mai in modo superficiale; cerco di cogliere il senso dello scritto.

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Commenti (2)

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Michele Tropiano19 gennaio 2011

ma magari se lo prendesse! Il problema più grande é che metà di questo fiabesco reame ancora non ha capito che é stato da lui fregato. Simpatica questa, piaciuta

Giuseppe Bellanca19 gennaio 2011

molto simpatica questa tua poesia la condivido ma penso anche che quest'uomo è uno dei tanti che in disparte dice (mangio io e mangia tu) così si dividono la fetta - bisticciano in pubblico e poi fanno le vacanze insieme tutto questo a discapito di noi del popolo che li votiamo puntualmente e poi né subiamo le conseguenze, l'Italia è da rifare in tutte le sue leggi, non si può arrivare a tutti questi compromessi per avere un piatto di pasta, non è giusto. Contenuto e versi molto apprezzati un caro saluto.