Toh
Aldo Partenope AKA Donum Dei
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Nelle vicinanze di questa battigia scivola
nei pensieri una reminiscenza consumando
la nostra esistenza che sa di bruma ridicola
al fulgido chiarore di questo sole calando
Allontanandomi da questo sabbioso luogo
ammiro come pargolo il volo dei gabbiani
contemplato da innumerevoli fiotti sfogo
in un mare dove l'amore ha l'immenso lontani
Sento il peso del male di vivere e sono steso
sullo scoglio inizia pacare il labile esasperare
radente di una sofferenza effimera appeso
alla dolce compagnia che non vuole sperare
Accantonate il vostro livore lontano dai vostri
pensieri per pulire i nostri voli palesi come baluardi
del passato di gioia ma che ora è logoro d'inchiostri
da un ludico loto di noia denigrata dagli sguardi
In questa babele si spalancano le vele nei giorni futuri
da soave offerta empirica di una serena provvidenza
il cammino in grado di essere leggiadro che procuri
a loro la panchina in una letizia immane di esistenza
Ritroveremo il nostro mero santo nel monsone innamorati
di un'emozione anche dalle canzoni e saremo preziosi
un campo ove ci siamo vissuti di un'ilarità infervorati
di abbracci pieni di parole e di lacrime silenziosi
Ecco la Naiade giungere a me in tutta la sua bellezza
toccando il freddo di questo dolce mare abbandonare
posso affiancare codesti diletti gabbiani nella certezza
di nascitura dall'ambrosia dell'amicizia dal solo amare
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